Tuesday, August 30, 2022
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Elezioni politiche 2022, le ultime notizie: Calenda presenta Gelmini e Carfagna


Nessuna deroga al tetto dei due mandati. Il M5S ha deciso: è passata la linea del co-fondatore e garante Beppe Grillo. Saltano, dunque, nomi storici del Movimento, come Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, artefice dell’approdo di Conte tra i 5S. L’alleanza con il Pd? “Per il futuro non escludo un dialogo, non un’alleanza. Per queste elezioni non se ne parla di avere rapporti con i dem. Che rapporto può avere il Movimento con una forza politica che sta chiudendo accordi da Calenda a Di Maio a Renzi a Brunetta a Carfagna? Questa è un’ammucchiata”, ha commentato Giuseppe ConteMara Carfagna lascia Forza Italia e si unisce advert Azione di Carlo Calenda. Oggi, alle 15.30, il chief del partito, con la ministra per il Sud e Mariastella Gelmini terranno una conferenza stampa. Nel Pd, il segretario Enrico Letta è al lavoro per definire l’ampiezza della coalizione. Con Matteo Renzi la strada è in salita e lo stesso chief di Italia viva ha ammesso: “Con Letta non ci sentiamo da tempo”. Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, presentando il programma elettorale del sua lista italia al centro, ha precisato: “Con il centrodestra abbiamo avuto diversità di vedute, continueremo a chiedere di confrontarci”. Intanto, l’arma dei migranti piomba sul voto: dai porti libici controllati dalla brigata filorussa Wagnr sta partendo un numero anomalo di profughi verso le nostre coste. Giorgia Meloni ha assicurato sostegno all’Ucraina ma emergono intense relazioni di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini con l’ambasciata di Mosca. 


Verso le elezioni: l’inizio della campagna elettorale in tempo reale


Carfagna: “Costretti a compiere scelta enorme. Di serietà e verità”

“Fino al 20 luglio eravamo in un partito che aveva contribuito a far nascere un governo, quello Draghi”, che ha lavorato per famiglie e imprese, “ha tagliato le tasse per i cittadini e le aziende”. Il 20 luglio con una decisione di far cadere il governo guidato dall’ex presidente di Bce “siamo stati costretti” a lasciare Fi. Si è trattato di una “scelta enorme. La scelta di oggi è stata una scelta di serietà e soprattutto di verità”. Lo ha detto Mara Carfagna nella conferenza stampa con Carlo Calenda. “Da oggi inizia una nuova battaglia al fianco di Carlo Calenda e Mariastella Gelmini in Azione”, ha aggiunto Carfagna.

 

Gelmini, addio a Fi scelta sofferta che mi vede oggi straconvinta
 

 “È stata una scelta sofferta e ponderata ma di cui sono straconvinta”. Lo ha detto la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, parlando dell’abbandono di FI e dell’adesione advert Azione in conferenza stampa.

Calenda: “Su alleanze decideremo nei prossimi giorni. Italia mai stata così in pericolo”

“Qualunque decisione sulle alleanze la prenderemo insieme nei prossimi giorni. Azione ha fatto i Congressi, ha degli organi. Decideremo insieme e qualunque decisione sarà una decisione che deve mettere l’interesse nazionale davanti a ogni altra considerazione”. Lo ha detto Carlo Calenda presentando l’ingresso di Mariastella Gelmini e Mara Carfagna in Azione. “Noi dobbiamo mettere l’Italia in sicurezza. Non c’è mai stata una situazione di pericolo così grande per l’Italia. Una vittoria di questa destra sovranista e filo-Putin porterebbe l’Italia fuori dalle grandi nazioni europee”, ha aggiunto Calenda.

 

Calenda: “Gelmini e Carfagna entreranno in segreteria di Azione”

“Mariastella Gelmini e Mara Carfagna entreranno nella segreteria di Azione”. Così Carlo Calenda in conferenza stampa con il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e il ministro per il Sud. Confluisce in Azione “la parte migliore, più attenta e illuminata di Forza Italia”, e “sono grato a Maria Stella e a Mara di essere venute perché non è facile cambiare partito”, e perché “i gesti di dignità e coraggio In Italia oggi si contano sulla punta delle dita”, le parole di Calenda.

Serracchiani (Pd): “Salvini chiarisca l’ambiguità con la Russia”

“Il rischio di condizionamento dell’attività politica e delle prossime elezioni è un fatto concreto. Salvini che è solito liquidare come sciocchezze queste notizie farebbe bene advert ascoltare l’allarme lanciato dal presidente del Copasir che parla precisamente di Stati che esercitano “una sistematica attività di ingerenza nei processi democratici” e, ancor più, a fare chiarezza sugli ambigui legami suoi e dei suoi collaboratori con la Russia. Tanto più che proprio la Lega è finita nel mirino del Parlamento europeo per gli accordi di cooperazione con il partito putiniano di Russia Unita in una risoluzione votata nel marzo scorso da una larghissima maggioranza, tra cui anche Forza Italia e FdI, di condanna delle formazioni sovraniste che veicolano forme di ingerenza e disinformazione di Mosca e Pechino nelle democrazie europee. Non ci possono essere zone grigie quando è in questione la sovranità e la sicurezza nazionale né alcun tentennamento sulla collocazione internazionale italiana – ha dichiarato Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Digital camera – Cavarsela, come fa Salvini, con un’alzata di spalle è irricevibile come l’imbarazzata presa di distanza della chief dello schieramento Meloni”.

 

Tajani: “Calenda mesi fa diceva che Carfagna period incompatibile con i suoi progetti”

“Qualche mese fa Calenda diceva che la Carfagna period incompatibile coi suoi progetti e che il centro della Carfagna period diverso dal suo. Evidentemente la coerenza non fa parte di questo ‘centrino’ che sta nascendo. Lezioni di coerenza da chi ha cambiato cinque partiti non possiamo accettarne”. Lo ha detto il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa.

M5S: anche Invidia lascia il gruppo alla Digital camera

Il deputato del M5S, Niccolò Invidia, ha lasciato il gruppo del Movimento alla Digital camera. È quanto si apprende da fonti parlamentari pentastellate

Lombardi (M5S): “Vinceremo con il centrosinistra, non vi libererete di me”

“Io sono ineleggibile perché sono al secondo mandato ma non vi libererete di me perché io ho intenzione di vincere con la coalizione di centrosinistra.
Voglio tornare a chiudere le cose che devo ancora chiudere. Non vi libererete di me”., ha avvisato Roberta Lombardi, assessora M5S alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio ai microfoni di Radio New Sound Degree 90 Fm, a margine della trasmissione ‘Gli Insostenibili’. L’assessora, contiana di ferro, avendo superato i due mandati, per la regola interna al Movimento non sarà ricandidabile ma ribadisce la sua posizione rispetto al campo largo portato avanti con Nicola Zingaretti. 

 

Tajani: “Soldi per aumento pensioni recuperati dal Reddito di cittadinanza”

“Stipendi e pensioni non permettono a tante famiglie di arrivare a effective del mese. Recuperando soldi dal Reddito di cittadinanza, che all’inizio period basato su un principio giusto ma che è stato applicato malissimo, si possono trovare fondi per aumentare le pensioni minime e quelle dei disabili, per tagliare il cuneo fiscale, cioè le tasse alle imprese, e permettere agli imprenditori di mettere più soldi nelle buste paga”. Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti fuori dalla Digital camera. “Queste sono le cose che interessano agli italiani, queste saranno parte integrante del nostro programma – ha aggiunto -, oltre alle battaglie per ambiente, per una politica estera che guardi all’Europa, a una difesa comune europea, per eliminare il principio unanimità in consiglio europeo che blocca l’Europa”

M5S: da Fico a Taverna, chi non può ricandidarsi per il tetto ai due mandati

Il presidente della Digital camera Roberto Fico, l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, la vicepresidente vicaria del M5S Paola Taverna e l’ex capo politico Vito Crimi. Sono solo alcuni dei circa cinquanta parlamentari del Movimento che non potranno ricandidarsi alle elezioni, dal momento che è stata confermato il limite ai due mandati, uno dei principi fondanti, difeso dal garante Beppe Grillo mentre in queste settimane montava il urgent per ottenere almeno qualche deroga. Fra i parlamentari che hanno già alle spalle due legislature ci sono anche il ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, e quello per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, l’ex ministro Danilo Toninelli, che in questi giorni ha difeso la regola del limite ai mandati, Riccardo Fraccaro, il presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia, Nunzia Catalfo, ex ministro del Lavoro e prima firmataria del disegno di legge sul salario minimo, il tesoriere del M5s Claudio Cominardi, Gianni Pietro Girotto e l’ex ministro della Salute Giulia Grillo.

 

M5S: veterani esclusi dalla corsa elettorale e salta anche la rotazione, no candidature in Ue e alle Regioni

Esclusi dalla corsa elettorale. Non solo alla Digital camera e al Senato. Per i ‘veterani’ del M5S salta anche la possibilità di candidarsi nelle Regioni o in Europa e viceversa. Per chi ha due mandati alle spalle non esiste piano B.

 

Urso a presidenti delle Camere, rischio hackeraggio parlamentari

Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche le forme di ingerenza di “alcuni attori statuali” nei “processi democratici dei Paesi occidentali “diventano “ancora più intense ed intensify”. Lo scrive il presidente del Copasir Adolfo Urso in una lettera  – che l’Ansa ha potuto visionare – inviata ai presidenti di Digital camera e Senato prima della crisi di Governo. Urso ha segnalato in particolare il rischio di hackeraggio della posta dei parlamentari, come avvenuto in passato nel Bundestag tedesco. Di qui l’invito a Fico e Casellati a valutare “misure di carattere tecnico e organizzativo volte a contrastare il possibile verificarsi di tali circostanze anche nel caso del Parlamento italiano”.

 

Zingaretti: “Paghiamo picconate al Pd ma combatteremo”

“Paghiamo scelte che non condivido dei 5 Stelle ma paghiamo anche anni di maldestre picconate contro le scelte politiche e la cultura unitaria che il Pd ha promosso. Questo deve essere molto chiaro. Come deve essere chiaro che la democrazia e lo sviluppo sono minacciate dall’enormità delle disuguaglianze sociali. Il populismo e il nazionalismo si nutrono di questo – ha detto il presidente della regione Lazio ed esponente del Pd Nicola Zingaretti, oggi a margine di un incontro in Campidoglio in ricordo di Gianni Borgna – In questo occorre una svolta nelle nostre scelte politiche di governo perché le persone si attendono da noi risposte credibili e il pd che si presenta alle elezioni deve incarnare questa svolta. Non ci sono più scuse”, ha concluso Zingaretti.

Letta domenica sera in Emilia, Salvini in Romagna

Enrico Letta alla Festa regionale dell’Unità a Villalunga (Reggio Emilia), Matteo Salvini alla festa della Lega Romagna di Cervia-Milano Marittima (Ravenna), a pochi passi dal Papeete Seashore. Domenica sera di appuntamenti elettorali in Emilia-Romagna, con un confronto a distanza tra i due chief politici. La presenza di Letta period stata annunciata dagli organizzatori della Festa emiliana, ma ancora non period stata fissata la knowledge. Ora è stato confermato che il segretario nazionale del Pd interverrà alle 21 nella piazza della Festa. Salvini invece ha l’appuntamento alle 20.30 in piazzale dei Salinari, dialogando con rappresentanti delle categorie economiche (Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri, Consulenti del lavoro, Cna, Confesercenti, Confcooperative, Confartigianato, Confcommercio).

Toti: “Non ho capito cosa vuole fare Calenda”

“Vedo che Calenda sta aggregando amici e personalità importanti della storia recente di questo Paese. Ma non ho capito francamente come si strutturerà quell’offerta politica – ha dettod il chief di Italia al centro Giovanni Toti, a margine di una conferenza stampa alla Digital camera, parlando di Azione, in cui sono entrate Mara Carfagna e Mariastella Gelmini – Non mi è chiaro cosa farà Carlo, cosa faranno gli amici di Italia viva, se si alleeranno con il Pd, all’interno del Pd quali forze della sinistra troveranno spazio”. “Con Calenda si condividono molti punti del programma – spiega Toti – ma con alcune forze che il segretario del Pd Letta sta mettendo insieme, abbiamo visioni molto distanti. Se solo penso alla mia regione, le divergenze sulle grandi opere, sugli impianti di depurazione, sulla sanità, sono profonde. Non so come farà Letta a conciliare un programma liberal liberista come quello di Calenda, con quelli di Speranze o della Boldrini che hanno legittimamente una visione molto diversa”.

Malpezzi (Pd): “Salvini dica parole chiare sui rapporti con la Russia”

“Le rassicurazioni di Giorgia Meloni rispetto al posizionamento atlantico e occidentale non bastano. Matteo Salvini, invece di smentire e chiarire, non trova di meglio da fare che attaccare media e giornali rei, a suo parere, di dire sciocchezze. Noi insistiamo, perchè ne va degli interessi del nostro Paese: Salvini dica parole chiare sui suoi rapporti con la Russia e la Meloni le pretenda come noi. Salvini non è un passante ma il capo di una forza politica importante della coalizione della destra. L’Italia deve sapere se c’è qualcuno che lavora per inquinare la nostra campagna elettorale. Non ci possono essere ambiguità sulla collocazione internazionale del nostro Paese da parte di chi si candida a governarlo”. Lo afferma la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi. 

M5S: nessuna deroga al tetto dei due mandati

A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, non ci sarà nessuna deroga alla regola del tetto dei due mandati. La decisione è stata già comunicata dal chief del movimento Giuseppe Conte ai ‘veterani’ del M5S. Saltano, dunque, nomi storici del Movimento. Tra questi, Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, artefice dell’approdo di Conte nel M5S. La notizia verrà ufficializzata con una nota che sarà diramata nelle prossime ore. Questa mattina, intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5, Conte aveva annunciato la decisione in giornata.

 

Toti: “Sono di centrodestra, disponibili a riprendere il dialogo”

“Io nasco nel mondo di centrodestra e governo una regione di centrodestra. Vorrei un paese che si governa come la mia regione in cui si facciano le cose e si aprano i cantieri e non ci siano discussioni sulla necessaria realizzazione di rigassificatori e impianti di smaltimenti rifiuti”. Lo ha detto il governatore della liguria, Giovanni Toti, presentando il programma elettorale del sua lista italia al centro. “Villa grande e vertici di centrodestra? Li ringrazio che non mi hanno invitato a pranzo visto che sono a dieta. Con il centrodestra abbiamo avuto diversità di vedute, continueremo a chiedere di confrontarci con i programmi e siamo disponibili a farlo con gli amici di centrodestra. Mi pare che le coalizioni siano ancora in una situazione nebulosa. Io non ho ancora iniziato a parlarne con nessuno”, ha concluso.

 

Toti: “No clima da guerra fredda e paura cosacchi”

“Riportarci a un clima di guerra fredda credo che non sia consono al Paese, come non penso che nessuna forza politica abbia mai pensato che il nostro fronte fosse quello di Putin. Non credo che chiunque vada a palazzo Chigi possa mai governare rinunciando alla Nato, all’Unione europea, alla moneta unica. Una paura dei cosacchi che abbeverano i cavalli alle fontana di San Pietro non è cosa di questa campagna elettorale”. Così il chief di Italia al centro, Giovanni Toti, in conferenza stampa alla Digital camera.

Toti: “Rosatellum impone apparentamenti. Prossima settimana decidiamo alleanze”

“La prossima settimana riuniremo gli organi di partito per fare delle ovvie scelte, perché questa legge elettorale impone degli apparentamenti e alleanze. Parteciperemo agli incontri di chi ci chiamerà al confronto. Poi decideremo, stiamo preparando le nostre liste”, ha continuato il chief di Italia al centro, Giovanni Toti, in conferenza stampa alla Digital camera. “È chiaro che noi avvieremo il confronto con tutte le forze politiche a partire da questo programma”, ha detto il governatore ligure. “Partiremo a confrontarci da questo programma e dai problemi reali di questo Paese”.

Toti: “Confronto con i partiti sul nostro programma”

“È chiaro che partiremo con il confronto con tutte le forze politiche su questo programma che proporremo”. Così il chief di Italia al centro, Giovanni Toti, in conferenza stampa alla Digital camera. Il programma del movimento, su cui ha lavorato il senatore Gaetano Quagliariello, conta 12 argomenti, ha come primo punto il posizionamento dell’Italia nell’occidente Euro-Atlantico “senza se e senza ma”. A seguire: l’autonomia energetica e infrastrutture; no all’aumento del debito pubblico; tempo fiscale; sto alle distorsioni dei superbonus e del reddito di cittainanza; dignità salariale; flessibilità del mercato del lavoro; transizione ecologica; coesione territoriale e inclusione sociale; liberalizzazione e concorrenza; riforme strutturali come autonomia differenziata e presidenzialismo.

 

Urbani: “Forza Italia è il passato. Meloni premier? Sarebbe debolissima”

Il 25 settembre non andrà a votare perchè “prova rancore” per l’attuale centrodestra: ‘Non mi persuade’. Così in un’intervista a Repubblica Giuliano Urbani, fondatore di Forza Italia con Berlusconi, ex ministro. ‘Giorgia Meloni premier – afferma – sarebbe debole, debolissima. Ma tra tutti gli attori in campo mi sembra quella con il programma più chiaro: ne apprezzo la franchezza’.

 

Renzi: “Salvini e Conte devono chiarire sulla Russia”

“Giusto che Salvini faccia chiarezza sui suoi rapporti con la Russia, l’ho più volte chiesto io in Parlamento. Oggi però, chi chiede a Salvini di buttare through tutte le ombre, ha riflettuto su quello che ha fatto il governo Conte quando ha fatto venire in Italia i soldati russi?”. Lo ha detto il chief di Italia viva Matteo Renzi a Sky Begin su Skytg24, parlando dei rapporti tra la Lega e la Russia. Il riferimento è all’arrivo in Italia, durante la pandemia di due anni fa, di una delegazione russa composta più da militari che da medici, oggetto di interrogazioni parlamentari e audizioni al Copasir. Parlando poi delle scritte che appaiono durante l’intervista sullo schermo della television, Renzi precisa: “leggo ‘Salvini deve chiarire’, forse è più giusto ‘Salvini e Conte devono chiarire'”. “Sulla Russia – aggiunge Renzi – bisogna essere intellettualmente onesti, e dire che Giorgia Meloni non ha avuto incertezze su questi temi”.

Carfagna: “Azione è l’unico partito che cube apertamente di volere ancora Draghi premier”

Carfagna ribadisce la sua stima per l’attuale presidente del consiglio: “Da cittadina vorrei avere Mario Draghi premier anche nella prossima legislatura, e i sondaggi ci dicono che oltre metà degli italiani, compresi tanti elettori del centrodestra, la pensa allo stesso modo. Mi candido con Azione anche perché è il solo partito a dire apertamente che Draghi sarebbe ancora il premier ideale”.

Carfagna: “Berlusconi?La stima reciproca rimane intatta ma non potevo restare in Forza Italia”

Quanto al presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, “ho avuto una lunga conversazione con luu, che ha speso bellissime parole di apprezzamento per il mio lavoro – rivela la ministra – La stima reciproca rimane intatta. Ma non potevo restare in un partito che, davanti a una scelta di crisi, tra salvare il Paese ed esporlo a un’ennesima avventura, prende la seconda strada senza neanche chiedere: quali sono i rischi per le categorie, per le imprese? Che succede al Piano di Ripresa se revochiamo la fiducia?”.

 

Renzi: “Chi ha mandato through Draghi ha commesso un errore clamoroso”

La situazione economica del Paese e dell’Europa “è molto seria, l’America va in recessione, l’Europa soffre, avrei preferito avere al volante dell’auto Italia Mario Draghi e non chiunque altro. Chi ha mandato a casa il governo Draghi, ha commesso un errore clamoroso, che pagheranno le famiglie normali”, ha detto Matteo Renzi a Radio24. Per poi aggiungere a Skytg24: “Chi ha mandato a casa Draghi deve sapere che pagherà una responsabilità storica”. 

Conte: “Draghi voleva andar through, atteggiamento sprezzante”

“Noi non abbiamo voluto la crisi ma posto dei temi concreti sui bisogni più urgenti dei cittadini. La crisi economica è drammatica e chiedevamo interventi incisivi, non abbiamo avuto risposte e siamo rimasti anche sorpresi e increduli dall’atteggiamento del premier – ha detto il chief del M5S Giuseppe Conte, ai microfoni di Rtl 102.5 – Draghi ha dimostrato la volontà di andar through, rassegnando dimissioni irrevocabili”. Una decisione che “ci ha amareggiato, con un atteggiamento sprezzante” nell’intervento al Senato del presidente del Consiglio, parole “di certo di chi non voleva continuare”. Per Cont il Movimento non ha avuto responsabilità nella caduta del governo, “in 18 mesi abbiamo dovuto difenderci da tutti gli attacchi, anche da parte della stessa maggioranza, persino Draghi sul superbonus ci ha attaccato molto duramente. Noi 18 mesi al governo li abbiamo impiegati per difendere gli impegni assunti con i cittadini, noi siamo stati e siamo responsabili”, ha concluso il presidente del Movimento.

 

Conte: “Sul doppio mandato valuterete il nostro grado di coerenza”

“A effective giornata valuteremo il grado di coerenza del Movimento 5 stelle”. Lo ha detto in diretta su Rtl il presidente di M5s, Giuseppe Conte, anticipando che nel corso della giornata verrà ufficialmente sciolto il nodo sulla questione del doppio mandato.

Conte: “Di Maio ha abiurato ai principi e valori del Movimento”

“La coerenza ha un costo alto, noi stiamo pagando anche il prezzo di questa scissione” capitanata da Luigi Di Maio. “Loro hanno abiurato ai principi ai valori del Movimento, ci sta”. Così il chief del M5S Giuseppe Conte, ai microfoni di Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sull’addio del ministro e dei cosiddetti ‘dimaiani’

 

Conte: “Il mio nome nel simbolo? Lasciateci lavorare”

Il nome di Giuseppe Conte nel simbolo del M5S? Nel contrassegno “ci sarà una stemma bellissimo con scritto M5S 2050, lasciateci lavorare…”. Così il chief del Movimento ai microfoni di Rtl 102.5.

 

Conte: “No accordi con il Pd. Vuole un’ammucchiata”

Un’alleanza con il Pd? “Io non apro o chiudo. Non escludo un dialogo” nel futuro ma “ho parlato in termini generici”, non di alleanza. Così il presidente M5s Giuseppe Conte a Rtl 102.5. “Non ci sono possibilità di rapporti con il Pd. Che rapporti si possono avere con una forza politica che sta chiudendo accordi con Brunetta, Gelmini, Renzi e Calenda? Questa è un’ammucchiata”, taglia corto l’ex premier.

Conte: “Oggi arriva decisione sulla regola del doppio mandato”

“Oggi arriverà la decisione sulla regola del doppio mandato”, e su questo “dimostreremo la coerenza del M5S”. Lo annuncia il chief del M5S Giuseppe Conte, ai microfoni di Rtl 102.5.

(ansa)

 

Oggi conferenza stampa Calenda-Gelmini-Carfagna

Il segretario di Azione, Carlo Calenda, Il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini e il ministro per il Sud, Mara Carfagna, terranno oggi alle ore 15,30 una conferenza stampa presso la stampa estera. Lo rende noto Azione.

Renzi: “Con Letta non ci sentiamo da tempo”

“Con Letta non ci sentiamo da tempo, ha fatto sapere ai giornali che riteneva non utile una alleanza con noi, poi invece ha fatto dichiarazioni various. Con Calenda invece ci siamo visti”. Così il chief di Italia Viva, Matteo Renzi ospite a ‘Radio 24’. “Sia con Letta che con Calenda per me l’elemento chiave non è mai quello di una sistemazione personale. Sono passato da rottamatore a uno che è fin troppo politico e politicizzato. La situazione economica è seria e bisogna decidere cosa fare e cosa proporre ai cittadini”, ha concluso.

(ansa)

 

Calenda: “Benvenuta Mara Carfagna entrerà nella segreteria di Azione”

“Benvenuta Mara Carfagna. Mara è un ottimo ministro per il Mezzogiorno e una persona seria e coraggiosa. Entrerà nella segreteria di Azione e ci aiuterà a costruire un grande partito liberale, riformista e popolare per dar voce all’Italia seria. Avanti!”. Lo ha scritto su Twitter il chief di Azione, Carlo Calenda.

 

Carfagna lascia FI e si candida con Azione di Calenda

Mara Carfagna lascia Forza Italai e si unisce advert Azione di Calo calenda. La ministra per il Sud lo ha annunciato in un’intervista al Corriere della Sera. “La scelta più difficile, anche umanamente per la riconoscenza che devo a Silvio Berlusconi, è stata quella di lasciare FI – ha detto Carfagna – . Il passo successivo è stato più semplice. Oggi formalizzerò la mia candidatura con Azione di Carlo Calenda, che rappresenta a mio giudizio l’unica proposta politica capace di salvare il Paese da una nuova stagione di estremismi”. Carfagna ha scelto Azione “perché ha una proposta europeista, liberale, garantista, fedele al patto europeo e occidentale, capace di dire la verità agli elettori, di prendere impegni seri e poi dirispettarli fino in fondo, e quindi in sintonia con tutto ciò in cui credo da sempre”.

 

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